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i Capraro a Castro | Contea di Castro

i Capraro a Castro

L’antenato comune a tutti i CAPRARO di Castro è Ippazio, nato nel 1716, di cui non conosciamo finora la moglie, anzi per dirla tutta della sua famiglia non conosciamo alcuna donna. Nel 1742 Ippazio ha 26 anni e vive infatti in una strana famiglia allargata composta da soli uomini. Il nucleo registrato si compone col padre Domenico (1683) che fa il bracciante, di 59 anni, con il fratello maggiore Felice di 29 anni, con lo zio Tommaso di 60 anni, un altro zio Carlo vedovo di 49 e un cugino Angelo Antonio di 22 anni. Possiedono molti terreni in Castro e vivono in una casa di due stanze un piccolo ripostiglio e un cortiletto.

In questa sola famiglia il Catasto Onciario del 1749 raggruppa tutti i soggetti maschili che portano il cognome CAPRARO, mentre è registrata un’altra donna (vedova) di nome Candida, che vive coi figli Celestino e Giuseppe CIRIOLO ripettivamente di 30 e 29 anni.

Nell’elenco dei proprietari forestieri, nello stesso Catasto, è riportata inoltre tale Barbara CAPRARO di Alessano.

Nel 1779 il nostro Ippazio vive (vedovo) col figlio prete Vincenzo e altri tre figli ancora scapoli: Francesco, Giuseppa e Donato. I figli si legheranno alla famiglia TARANTINO originaria di Spongano: Giuseppa sposa Basilio TARANTINO, fratello di Don Giovanni, da cui avrà quattro figli maschi ma senza prosecuzione del cognome TARANTINO almeno in Castro.

Don Giovanni TARANTINO è il parroco di Castro in quel 1779, ed è proprio l’estensore materiale dello Stato delle Anime del 1779. Sarà probabilmente Don Giovanni a far sposare l’altro figlio di Ippazio, Donato con un’altra Giuseppa TARANTINO (che non sappiamo dire in che rapporto fosse con Basilio e lo stesso Don Giovanni), e forse catalizza pure il matrimonio del terzo fratello Francesco con Donata DE FALCO (1777-1847), altro cognome comune in Spongano da cui provengono i Tarantini.

Con Francesco e Donato le linee dei Capraro divergono in due rami principali.Da Francesco deriva la linea che per comodità chiameremo Cuinu (Quirino), da Donato la linea più numerosa dei Stèfani, dei Masi, dei Jiennari, dei Scipioni, Ngicca, Nisi, Pizzaiunu, Schirosi, ecc…

Nel 1787 la famiglia è ancora tutta convivente coi figli scapoli e il cognome è riportato nella variante CAPRARA.

Nel 1794 la figlia Giuseppa è sposata da qualche anno, mentre Francesco ha portato a vivere nella casa paterna Donata DE FALCO.

Qualche anno dopo (1796) ritorna ad abitare a Castro la sorella Giuseppa sposatasi con Basilio TARANTINO. Nel 1805 invece è perfettamente definita la linea dei discendenti maschili del cognome che si riassumono tutti nell’annotazione sotto riportata.

Lo schema generale dei CAPRARO è riportato sotto e come al solito limitato alla generazione vivente più anziana. In colore diverso sono indicate le varie linee che di seguito verranno specificate. Fate sempre riferimento a questo schema per non perdervi nelle numerose seguenti discendenze.

Con la linea di colore magenta è riportata una minoritaria (numericamente) discendenza da Francesco, mentre in tre altri colori i sottorami provenienti da Donato.

1) Linea colore Magenta dei Cuinu

Seguendo con ordine la prima linea quella che per comodità abbiamo deciso di chiamare Cuinu, derivata da Francesco e Donata DE FALCO (1777-1847), essa si perseverà col solo Ippazio Vito sposato con Rosaria FERSINI (1816-1867), mentre delle sorelle Giulia, Luigia e Carmela non abbiamo altre notizie.

Ippazio Vito e Rosaria avranno tre figli finora noti, Angelo Gabriele (1840) da cui pare assente discendenza, Quirino Cuinu (1842) e Pasqualina (1845). Pasqualina sposa Gabriele CARROZZO (1838) e sarà madre tra l’altro di Donato Terremotu (1883).

Di Quirino, che sposa la sponganese Maria Placida GIGLIO, pubblichiamo sotto uno schema più dettagliato.

Da segnalare in questo ramo tra i figli di Quirino:

Angelo (1883) sposato con Rosolina FERSINI (1885), da cui Iolanda. Angelo emigrò in Sud America e non seguito nell’emigrazione dalla moglie Rosolina la coppia si sciolse. Angelo non è mai ritornato in Italia;

Luigi (1885) che sposa la vedova di Benedetto FERSINI, Giuseppa PANARO (1896) da cui oltre il figlio del primo matrimonio di Giuseppa Benedetto, avrà altri due figli Annunziata e Pompeo;

Giovanni (1880) che sposa Candida STEFANELLI, originaria di Casarano (LE) centro con cui alcuni discendenti di Giovanni avranno altri imparentamenti.


Giovanni CAPRARO du Cuinu (1880)

Tra i discendenti più noti di Giovanni ricordiamo Luigi (1923), noto come l’avvocato dei rizzi, Venezia sposatasi con Giuseppe Pippinu Verdi Pizzainu CAPRARO, Maria, sarta, sposatasi a Ortelle con Attilio CARLUCCIO, e poi Salvatore, Concetta, Giuseppa e Cosimina.


Luigi CAPRARO (1923) – Porto di Castro – 7 Luglio 1957

Ritornando alla seconda linea principale formata da Donato e Giuseppa TARANTINO, detto brevemente che la sola figlia femmina sposata Vittoria (1800-1878) con Lazzaro CARROZZO è la capostipite di molti dei Carrozzo di Castro, e Ippazio Gennaro (1811-1892), sposato con Giuseppa FERSINI, dei quali non conosciamo discendenza, morto giovane tant’è che la vedova si risposa con Giovanni LAZZARI, dividiamo la discendenza maschile, per comodità, nei sottoblocchi dei rispettivi figli maschi:

2) Linea colore Celeste dei Stefini e dei Ceci

Stefano, sposato con Annunziata CIRIOLO (1817-1889), che oltre a tre figlie femmine Dorotea, Giuseppa e Addolorata, prosegue il cognome col figlio Salvatore (1845) che sposatosi con Santa COLUCCIA, avrà i prolifici nipoti Stefano Stefinu (1878-1970), Luigi Ceci (1889-1956), noto per le tante figlie tutte ammogliate, Amalia, prima moglie di Luigi Musulinu CAPRARO.

Di Stefano (1878) sopra è riportato uno schema più dettagliato.


Stefano CAPRARO (1878-1970 )

Di Luigi Ceci, sposato con Carmela SCHIFANO (1894-1981), ricordiamo Salvatore (1919-1991), Mesciu Vittorio (1920), Viola (1923), Iolanda (1923), Annunziata (1926), Luigia (1929), Santina (1930), Concetta ( ), Maria (1932), Giovanna (1934).


Luigi Ceci CAPRARO (1889-1956) e famiglia
3) Linea di colore BLU dei Pizzaini, Nisi, Ngicca, Schirosi,

Vincenzo, sposato con Lucia CARROZZO, da cui Carmelo (1820) che sposa la sancassianese Agata NEGRO, e da cui le linee dei discendenti Angelo (1851) e Giuseppe (1854) che, quest’ultima, si dividerà in vari soprannomi Pizzaini, Nisi, Ngicca, Schirosi, ecc…

Sotto è riportato lo schema di dettaglio.

La diffusione del cognome e la probabile omonimia del nome di battesimo porta ad avere per gli eredi di Giuseppe (1854) soprannomi differenti per tutti e quattro i figli maschi, soprannomi che a distanza di oltre cento anni sono ancora utilizzati dai più anziani per riferire un soggetto più giovane ai vecchi clan familiari. Per la discendenza di Giuseppe (1854) riporto uno schema più esteso nel presente con riportati a colore i differenti blocchi di riconoscibilità:

Gli altri due fratelli, Donato (1837) e Gabriele (+1872), figli di Vincenzo, (sempre nella linea di colore blu) sposano rispettivamente le sorelle Maria Rosa e Annunziata CAMPA. Originarie di Sanarica e figlie di Gennaro CAMPA, le due sorelle hanno la madre probabilmente castriota, Concetta FERSINI che fa risposare le sue due figlie nuovamente a Castro. Annunziata farà per molti anni la levatrice.

La linea di Donato e Maria Rosa CAMPA è attualmente meno numerosa e prosegue col solo figlio maschio Angelo Raffaele (1870) che si sposa due volte: prima con Concetta Pitita PANARO (1876) da cui la sola Rosa (1898-1986) e poi Maria Giovanna VALGUARNERA, da cui il solo portatore di cognome Carmelo (1920).

La linea di Gabriele e Annunziata CAMPA è più prolifica di cognomi con più discendenza maschile da Gennaro Vito Jennaru (1859) e Luigi Scipione (1870), oltre le donne Lucia Cia (1867) sposata con Albino FERSINI (1859-1945), Addolorata sposata con Salvatore FERSINI.

Gennaro Vito Jennaru (1859), che probabilmente prende il nome del nonno materno Gennaro CAMPA, sposa Annunziata LAZZARI (1858-1916), che ha già un figlio Giuseppe LAZZARI (1858-1937) e da questa avrà Elvira (1887-1893), Gabriele Angelo (1889), Luigi Musulinu (1891-1975), Bertoldo Pio (1893) noto come Vittorio (emigrato a Cutrofiano), Fioravante (1895-1918) morto in Albania e infine Alfonso (1902).


Annunziata LAZZARI (1858-1916)

Lo schema generale della discendenza di Gabriele e Annunziata CAMPA è riportato di seguito.

I discendenti non assumono soprannomi familiari particolari ad eccezione della linea Scipione. Alcuni soggetti emigrano a Cutrofiano e Molfetta. Con il figlio di Gennaro Vito (1859) Alfonso (1902) si introdurrà il nome Alfonso come nome di battesimo per molti nipoti. Anche il nome Fioravante, in ricordo del caduto in Albania nel 1918, viene perseverato sia nei Capraro sia nei Lazzari.


Alfonso CAPRARO (1902)
Alfonso CAPRARO (1902) sposa Addolorata Vata DELLA LUNA (1904) di Spongano da cui avrà otto figli.

Addolorata Vata DELLA LUNA (1904) con alcuni figli

Da Gabriele ricordiamo ancora anche la linea Scipione con Luigi (1870) e Carmela DE SANTIS (1872), da cui Adelina sposatasi con Zibideo Peu DE SANTIS, Palma con Michele FERSINI, Annunziata con Tommaso CIRIOLO e Giuseppe con Elisabetta Bettina RIZZO.

3) Linea di colore verde dei Masi

Tommaso Masi (1802-1848), sposato con Giuseppa Gentile (1807-1877), morirà a soli 46 anni. Il solo figlio maschio della coppia Pasquale (1842-1892), a sua volta sposato con Luigia COLUCCIA (1844), avrà per figli maschi Tommaso (1866) e Gennaro (1876). Il quadro dettagliato dei Masi è nello schema seguente.

In questo ramo troviamo nomi distintivi come Tommaso, Libertina, Pasquale. Tra i soggetti giovani più noti che possono aiutare a inquadrare un ramo numericamente minoritario ricordiamo Vittorio a corriera (1932) che tra l’altro sposa Maria (1935) una lontanissima parente Capraro della linea dei Stefani, e Maestro Gabriele della casa rossa.

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Stato della ricerca

Allo stato delle cose l’aggregazione dei soggetti della comunità di Castro per buona parte del 600 fino ad oggi si può dire completata nella strutturazione principale. Alcuni soggetti possono essere assenti o non collegati tra loro, ma ritengo che siamo sull’ordine del 20% della massa demografica specie di quella contemporanea (minori, appena nati, emigrati, comunque ben noti e facilmente inseribili) che ho volutamente trascurato perchè non davano particolare giovamento allo studio. Le linee ancestrali, tranne qualche doppio matrimonio ancora da scoprire, magari di quelli senza prole, sono state più volte verificate e rispondenti a tanti piccoli atti e documenti.

Il lavoro di aggregazione ed arricchimento dei dati anagrafici e storici comunque continua per poter estrarre dati statistici quanto più possibile esatti.

Il lavoro di affinamento comporterà anche la correzione o l’estendimento delle esposizioni fatte per gli altri cognomi per cui invito a rivedere nei prossimi mesi anche le pagine di questo blog dedicate ai cognomi già pubblicati.

Il database attuale è di 5.480 soggetti.

Ringrazio tutti quanti hanno partecipato a darmi informazioni.

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