L’origine dei Cognomi

Alla fine del Medioevo, con l’aumento demografico delle popolazioni, si avverte la necessità di distingure in modo esatto ogni individuo. La vecchia tradizione romana, del prenome (nome personale), del nome (nome della famiglia), a volte il nome della stirpe e il soprannome proprio (Publio Cornelio Scipione l’Africano), era stata quasi del tutto abbandonata in favore di un unico nome personale anche dalle stesse famiglie nobiliari. I pleblei non avevano cognome, magari erano accomunati dal nome del datore di lavoro, gli schiavi il solo nome.

In Italia, così, i “cognomi” ritornano dapprima come appannaggio delle famiglie ricche (a Venezia già nel 1200 e nel secolo seguente in altre aree), anche se con qualche resistenza e ritardo, e poi si estende agli strati meno abbienti della popolazione.

L’istituzionalizzazione del cognome però, arriva solo con il Concilio di Trento, 1564, che fa obbligo ai parroci di tenere un registro ordinato dei battesimi con nome e cognome, per evitare matrimoni tra consanguinei. La verifica parentale prematrimoniale è obbligatoria e in caso di parentela (anche a livello di bisnonni materni) il matrimonio deve essere esplicitamente approvato dall’autorità ecclesiastica.

Di queste dispense, che attestavano l’assenza o la dispensa della condizione di parentela tra iscritti nei registri, se ne possono trovare di molto vecchie (anche del ‘700) per poche decine di euro su ebay.

Nella immagine una licenza matrimoniale del vescovo otrantino Vincenzo Grande del 1838 (anche vescovo di Castro).

Le ragioni per cui la Chiesa ostacolò in modo sistematico i matrimoni tra consanguinei è da ricercarsi nella volontà di impedire il perpetuarsi di clan familiari e di favorire una comunità indistinta di fedeli. Nei vari codici canonici si sono stabilite le regole parentali consentite, quelle assolutamente vietate e quelle soggette a dispensa vescovile o papale. In ogni caso le linee parentali andavano verificate in ogni modo e da qui la necessità dei registri e del pratico cognome. A escludere ogni dubbio a volte venivano a essere interpellati i vecchi del paese o si annotava a fianco del registro un breve albero genealogico degli sposi.

Un aiuto fondamentale veniva dallo Stato delle anime, uno dei cinque registri fondamentali istituiti sempre con la grande riforma seguita al Concilio di Trento (1545-1563), quando il Rituale Romano impone ai parroci di tenere appositi registri, precisamente cinque, sui quali annotare i battezzati, i cresimati, i matrimoni appunto, i defunti ed infine lo stato delle anime. In quest’ultimo, istituito con scopi essenzialmente pastorali, erano trascritti i gruppi familiari della giurisdizione della parrocchia e di ognuno, l’età, lo stato civile, ed in alcuni casi il gruppo sociale di appartenenza con specificata l’abitazione e occupazione. In pratica quello che poi in tutta Europa divenne, in epoca napoleonica, lo Stato Civile di molte nazioni.

Fino al ‘700 era possibile la formazione ancora di nuovi cognomi. Dall’800 in poi la norma fu molto conservativa e portò alla scomparsa di cognomi non perpetuati dalle linee maschili. Nuovi cognomi si formarono solo per fusione d’adozione o per assegnazione a trovatelli, in questo caso di assoluta fantasia.

Neppure l’istituzione del cognome fu risolutiva: si dovette ricorrere dapprima alla paternità e, in Italia, dal 1955 alla data di nascita, per distinguere le omonimie.

Ricerca Genealogica – La Guida

La Guida – Breve guida per collaborare alla ricerca genealogica

La ricerca si sviluppa con l’impiego delle seguenti risorse:

Collaborazione on line di utenti in Rete con tradizionale accesso Web;

Utilizzo dei servizi on line offerti dal portale MyHeritage per la creazione di un dabase on line di soggetti con applicazioni (lato server) per lo studio e l’analisi del grado parentale tra i soggetti del database. Il servizio gestisce informazioni anagrafiche, parentali, immagini, ricerche (anche estese ad altri alberi genealogici presenti in rete). Il database è standard ed esportabile (tipo gedcom).

Utilizzo di Software free su pc locale per la gestione del database in versione più complessa (maggiori campi di informazioni per soggetto). Il software MyHeritage Family Builder 4.0 permette l’immissione massiva di dati e l’uso senza necessità di collegamento internet.

Dopo un fase sperimentale si sono ottimizzati gli obbiettivi del progetto puntando ad ottenere in via ordinata di successo:

1) Un database completo della comunità di Castro per i cittadini viventi e/o nati a partire dalla metà del 1800, completo di linee parentali, basato su risorse mnemoniche;

2) Un insieme di capostipiti risalenti almeno alla data del 1850, da cui partire per procedere in una nuova ricerca in linea ascendente, su base documetanle;

3) La creazione di database separati per cognome comune (anche non discendenti da linee comuni) con la stampa di quadri genalogigi di grande formato per l’allestimento di una mostra a tema

4) La creazione di collage fotografici di volti imparentati per la stampa di quadri di grande formato per l’allestimento di una mostra a tema;

5) Estrazione ed analisi di dati statistici su nomi, ricorrenze, sviluppi demografici,

GUIDA OPERATIVA – (in aggiornamento)

– Procedere alla creazione di account su MyHeritage. La procedura non chiede convalida o attivazione e l’iscrizione è immediata. Con la creazione dell’account si diventa amministratori di un proprio spazio web per un proprio albero personale. Sono spazi free a rischio di cancellazione in caso di inutilizzo per più di un mese.

– Linkarsi al sito della famiglia Pro Loco Castro LE e chiedere di esserne membri. La convalida della richiesta permette la visione completa dei dati immessi e la loro editazione. L’iscrizione con nomignoli, nick, diminutivi non è consentita.

Il link della famiglia ProLoco è:
http://www.myheritage.it/site-70346271/pro-loco-castro-le

Il sito è strutturato nella forma di portale completo e complesso con numerose funzioni ed opzioni.

Consiglio una breve ambientazione prima di cominciare. Se serve fare un po di pratica iniziale ricordate che siete già amministratori di un proprio spazio su cui creare alberi e modificarli senza paura di fare danni. Non andate oltre nel vostro spazio per non fare lavoro inutile a voi e a chi dovrà poi riportare i vostri dati nella famiglia Pro Loco.

Sulla famiglia Pro Loco trovate già degli alberi preimpostati divisi per cognome ed un albero comune (non editabile ma consultabile). Aprite l’albero che vi interessa o su cui ritenete di dare un contributo e cominciate.

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IMMISSIONE
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I dati da inserire con la versione on line non sono tanti, nome, cognome, data e luogo di nascita e se deceduto data e luogo. Impostate subito per le donne la sola visione del cognome da nubile anche da sposta (il doppio cognome di cui uno in parentesi non aiuta la consultazione).

Ci sono due modi per vedere un albero:

un modo 3D in formato classico che privileggia la visione parentale ascendete

Si opera cliccando sulla tesserina personale. Non vengono mostrati i parenti affini ma solo i collegamenti ascendenti.

Lo stile moderno (schermata sotto) e più aggregante e consultabile.

L’immissione è istintiva. Nel formato moderno cliccando sul simboletto + in basso al centro della targhetta si ha per esempio un menu rapido di immissione:

La sola raccomandazione da tenere presente è di stare attenti, nel crescere dell’albero, di andare a controllare preliminarmente se il nuovo soggetto sià già presente. In questo caso non va usata la funzione crea ma la funzione collega (o aggiungi) che è disponibile (mi pare) solo via software Builder. La funzione “match” potrebbe risolvere la mancata connessione di identità, però è meglio partire con meno errori possibili Le combinazioni cognomi+nomi comunissimi (Luigi, Annunziata, Giuseppe, ecC..) vanno precisati con maggiore cura. Se possibile usate le foto.

Se avete un cognome poco ricorrente o raro, aggregate il vostro albero all’albero parentale più significativo o chiedete che ne sia creato uno ad hoc.

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FOTOGRAFIE
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Servono moltissimo a qualuque livello generazionale in quanto danno visivamente la posizione del soggetto sia nel tempo che nell’ambito familiare. Consiglio pertanto di preparsi con anticipo delle foto del soggetto. Quello che per voi è chiaramente lo zio Luigi, per un altro estraneo che intende operare un collegamento alla vostra area è il trecentesimo Luigi che incontra dall’inizio della esplorazione.

Tagliate le foto nella classica inquadratura da fototessera. La larghezza della foto portatela tra i 600 e gli 800 pixel. Formati maggiori vengono rielaborati dai server di MyHeritage e ridotte a dimensioni comode per la consultazione on line. Quindi i formati maggiori servono solo a perdere tempo nel tasferimento dal vostro pc ad Internet. Non scendete sotto i 400 pixel di larghezza per evitare che la foto a schermo pieno faccia troppo schifo. Se però il volto lo ritagliate da una foto di gruppo già molto piccolo e non avete altro meglio di niente.
Evitate di collegare al soggetto una foto di gruppo taggata. Lasciate questa funzione alle foto accessorie e per quella principale usate una foto singola.
Nel database generale sto usando una prevalenza di bianco nero, voi fate come vi pare.
Ricordate che le foto negli album della famiglia Pro Loco restano conservate, mentre in quello personale sono a rischio di cancellazione (e non esportabili in automatico).

Dopo la scansione o lo scatto, tagliate il volto e salvatelo con un nome del file tipo:
antonia colonna 1923.jpg (evitate cose tipo ziogiggi.jpg lasorelladifranco.jpg o cose di questo tipo)

Se possibile, nella foto il soggetto deve guardare l’obiettivo. E’ importante nelle slide automatiche in quanto comunicano molto sentimento.

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FAQ

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Non c’è in giro una guida organica in italiano

Comunque se può aiutare a risolvere:

Creazione (nuovo) albero: Si può fare in tre modi: on line e l’album sarò di tipo WEB (editabile e consultabile on line), da importazione di un file gedcom e l’album sarà di tipo GEDCOM (editabile e consultabile on line), da pubblicazione remota con software Family Builder e l’album sarà di tipo FTB (consultabile ma non editabile on line). Nell’ultimo caso il tipo FTB può trasformarsi in tipo GEDCOM con particolare procedura.

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NOTE GENERALI
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Le autorizzazioni per l’immissione e la modifica dei dati on line è consentita alle sole persone aderenti al progetto autorizzate dalla Pro Loco di Castro (LE). Chi è interessato a collaborare chieda di essere membro utilizzando l’apposito servizio on line.
Nella fase di avvio, il sito ha carattere pubblico, consultabile da tutti, previa registrazione a Heritage. Tuttavia alcuni dati sensibili (foto, commenti, note, ecc.) sono visibili sono ai soli membri registrati.

Il lavoro di immissione e di consultazione del database ha carattere estemporaneo, finalizzato all’acquisizione di elementi e dati per la organizzazione di una manifestazione a carattere culturale e storico.

L’eventale permanenza dei dati sarà subordinata alle decisioni dei responsabili, nel rispetto delle norme in materia di privacy. In ogni caso non si utilizzeranno le informazioni per usi diversi da quelli storico-culturali.

Ogni diritto d’uso è riservato.

L’immissione avverrà per Cognome comune, a cura di membri rappresentativi dei nuclei di riferimento, i
quali avranno cura di informare le persone trattate della natura culturale-storica della iniziativa e raccogliendo il loro consenso.

Si raccomanda di non pubblicare note e dati sensibili, numeri di telefono ed altro che possa comportare disturbo alle persone catalogate.

In questa fase gli operatori autorizzati sono pregati di immettere il solo nome e cognome e le date di nascita e morte (con la maggiore esattezza possibile).

Il sistema Web di Heritage consente l’estrazione di parti di rami genealogici che possono essere messi a disposizione dei membri che ne fanno richiesta per eventuali sotto-rami gestiti separatamente con nuove informazioni, più allargate o più riservate.

Si invita, nel rispetto della iniziativa culturale, di privileggiare le ricerche in senso ascendente alla ricerca degli antenati o dei ceppi comuni alla comunità.

Il progetto ha come sito di riferimento quello della Pro Loco di Castro su facebook.

Chiunque si ritenga leso dei propri diritti di riservatezza, o della sua famiglia, è pregato di contattare l’Amministratore, attivando a richiesta le modifiche o le funzioni di oscuramento che il sito consente.

DeCiSiFiju – Prove di stampa

Messa a posto una parte dei Fersini, allargata tra Carrozzo e Capraro, si provano i reports di stampa di MyHeritage.

Il software genera vari tipo di report a scelta tra formati .pdf (leggibile col comunissimo Acrobat Reader) e .jpg (immagine). Si può scegliere il tipo di albero, da un tutto incluso alla famiglia ristretta. Si può settare tutto quello che serve, dall’impaginazione alla grafica.

Il servizio è disponibile sia on line che su software residente, in questo caso la produzione del file è istantanea.

Per chi è già accredidato sulla famiglia Pro Loco Castro su MyHeritage e vuole provare il servizio, si ricordi che l’albero ha un senso se puntato su una determinata persona. Non ha senso l’albero genealogico di più soggetti o generale (sarebbe solo un ammasso di linee per tutti gli infiniti apparentamenti). Quindi dovete puntare il soggetto predefinito per le parentele altrimenti non stampa nulla.

Questa è la .jpg plottata nella foto in alto.

Da Blog PP – Genealogia

In ogni caso le produzioni sono ottime per stampare cartelloni di qualunque dimensione per una eventuale mostra a soggetto.

Qui il pdf originale per valutarne la qualità.

Personaggi – Gabriele Schifano

Coltivatore, agricoltore, bracciante, ma non esiste in lingua italiana un nome che lo possa perfettamente rappresentare. Gabriele lavorara la terra con la collaborazione del cavallo. Uno dei pochi, se non l’unico in Castro, paese di mare e di pesca.

Un giovane Gabriele nel dicembre del 1953, non ancora sposato, con uno dei suoi tanti cavalli.

E qui al lavoro con l’aratro.

Cavallo addestrato, finimenti (carnimenti), aratro (aratinu) e uomo, formavano un sistema attrezzato, una vera e propria apparecchiatura (paricchiu).

In campagna, o si zappava a mano, o si comandava il paricchiu per lavorare la terra. Con l’aratino si faceva lo scasso più profondo, per la semina o il diserbaggio invece si usava la furca, quella tutta in legno.

La foto che più mi ha colpito dal suo album è la prima in alto. Gabriele è col suo cavallo dal maniscalco (ferraciucci), quello di Diso. La sua bottega è vicino ad una vecchia chiesetta e dovrebbe essere il nipote del più noto maniscalco che aveva l’officina sulla provinciale dove qualche parente ha posto per ricordo una insegna in pietra leccese con una testa di cavallo e una staffa. I maniscalchi erano orgogliosi del loro mestiere. Oggi ne resta qualcuno solo nei reparti militari di cavalleria o negli ippodromi.

Ricerca di Genealogia – Prove Tecniche

Il progetto di ricerca genealogica esteso a tutta la comunità di Castro è stato strutturato e già messo on line.
Si sta in una fase sperimentale, perfettamente operativa, in cui si stanno testando le migliori soluzioni di gestione e sviluppo.

Ci sono tanti modi per creare un database organizzato su base parentale allargata, cosa differente da una anagrafe cittadina. Un pezzo di carta o più pezzi di carta attaccati, corretti e poi ricorretti, e mai completati in bella copia, oppure un database fornito da uno dei tanti software che gestiscono l’elaborazione da un solo computer, o ancora sfruttare i sistemi di gestione on line.
Ognuno di essi ha pregi e difetti e molto dipende da cosa si vuole produrre alla fine della ricerca. Nel nostro caso si vogliono raccogliere alcuni dati statistici, produrre un grande albero geneaologico collettivo da stampare in occasione di qualche evento (o magari farne un evento a tema) e sopratutto stimolare la conoscenza e i valori dei legami familiari che col crescere della comunità si vanno allargando.

Per le ragioni che esporrò di seguito, la scelta è caduta su un sistema misto, che può operare sia off line, con software dedicato (free) su un pc, e sia on line.
La soluzione off line permette di acquisire dati sempre e comunque anche senza connessione telefonica. Garantisce lo sviluppo corretto dell’albero in quanto gestito da un operatore esperto e probabilmente al crescere del database riuscirà a garantire una elaborazione sempre reattiva.

La soluzione on line consente la visione e la gestione collettiva. Magari potrà comportare errori (di frettolosità), per esempio nei concatenamenti di parentela, però stimola la partecipazione di tutti, con la partecipazione di utenti anziani che hanno poche occasioni di assentarsi da casa.

In tutti e due i casi, il database resta esportabile e conservabile in formato standard per usi futuri. E’ da valutare la permanenza e la visitabilità su Internet del database completo (o quasi completo).

La scelta è caduta su un sistema MyHeritage, che permette le due soluzioni di gestione. Punto forte la gestione offline, le molte opzioni di privacy e riservatezza (per esempio è possibile oscurare soggetti che ne fanno esplicita richiesta), la creazione e stampa di rami in ogni formato e dimensione, la funzione slide delle foto, e tante altre opzioni.

Il progetto ha un riferimento operativo e di discussione che è quello della Pro Loco Castro su Facebook.

Il progetto è in area Discussioni dove prende il nome molto giovanile di DeCiSiFiju. Speriamo al più presto, dopo questa prima sperimentazione, di pubblicarci anche una guida tecnica.

L’albero è pubblicato su MyHearitage, dove sono presenti due database: uno ottenuto con l’uso offline (non editabile da nessuno se non con pubblicazione da remoto con software Heritage Family Tree Builder) e uno online (scegliete questo se volete essere autorizzati a immettere o modificare). Il secondo ovviamente sarà molto più aggiornato essendo il contributo di collaboratori maggiore, ma potrà contenere inesattezze nei collegamenti. Il secondo, che può pescare anche nel primo, sarà più ufficiale e verificato.

Sempre ragionando per vie generali, (le indicazioni operative, ripeto, sono sui siti della Pro Loco, che porta avanti l’iniziativa) ci stiamo accorgendo, col crescere del database, che l’utilizzo delle foto è essenziale. Al cinquantesimo Fersini Luigi o Lazzari Salvatore, il cervello va in tilt. Il ricorso alle date di nascita aiuta poco (spesso nella fretta ne viene omessa nell’immissione), quindi chi vuole partecipare pensi a creare prima una piccola collezione di ritratti.
E’ importante che siano ritratti, per ora una sola foto per ogni soggeto. I ragazzi al di sotto dei vent’anni non ne hanno: a guardare sui loro siti personali sono in pochi ad avere il coraggio di mostrare la faccia in formato tessera con espressione normale. Consiglio il taglio del volto tipo Carta di identità, virata seppia o bianco nero, larghezza massima 600 pixel. I servizi di Heritage consentono di realizzare video, quindi meglio vedere gli occhi del nonno che non le sue scarpe nei primi piani delle animazioni.

Un altro aspetto su cui occorre subito una collaborazione è quella dei “marcatori”. I marcatori sono soggetti straconosciuti dalla comunità che fanno un po da radiofaro negli aggangi da parte dei nuovi membri immissori.
Oppure soggetti molto conosciuti nel loro clan familiare, meglio se a cavallo di altri clan. Questi soggetti vanno al più presto collegati tra loro a formare una maglia grossolana ma a prova di errore. La lista vediamo di farla abbastanza subito trascurando il proprio particolare. Buoni marcatori possono essere soggetti come un sindaco, un ex sindaco, un famoso scienziato, un vecchio prete, ecc.

Considerata la giornata molto particolare sono “marcatori” riconosciuti dell’albero i nostri Caduti in guerra. Anche loro vanno introdotti subito nella prima strutturazione.

Considerato il grosso lavoro da fare, non so sinceramente da dove stimolare: se partire dai ragazzini delle scuole e andare su (cosa abbastanza facile) o puntare lo sforzo prioritariamente in alto nel passato.

Nel primo caso si otterrebbe un immediato successo numerico con un database già enorme, nel secondo caso una lenta ricerca, ma di sostanza.

Si potrebbe mettere un limite per cui le generazioni dopo il 2000 non vengono immesse, in fondo questo database lo consegniamo proprio a loro. E’ il nostro regalo. Però se l’immissione può aiutare il riconoscimento del ramo si può eccepire.

Circa i non nati a Castro, coniugati con castrioti, consiglierei di non eccedere oltre i diretti genitori, sempre che ascendenti dei medesimi non abbiano altre parentele con l’albero principale. Chi vuole allargare il proprio ramo o limitarlo o editarlo può sempre esportare il database e modificarlo come vuole.

Consiglio pure di mettere il nato a Castro pure per chi è nato in ospedale ed evidare l’immissione nel database pubblico di soprannomi, email, numeri di telefono e tutto quello che può creare problemi di privacy.

Solo quando avremo raggiunto un buon quadro all’indietro, potremo considerare la collaborazione dell’anagrafe cittadina o dei registri ecclesiastici. Proviamo prima a sgrossare da soli.

Per accedere a tutte le funzioni su Myheritage bisogna crearsi un account. Con la creazione dell’account si ha pure diritto a un database proprio dove provare a farsi il proprio personale albero. Usatelo per fare pratica. Se è perfetto può essere pure fuso automaticamente in quello generale. Attenzione che se non ci si collega per un po di tempo, MyHeritage libera lo spazio sui server cancellando l’albero da voi creato.
Quindi ricordatevi di esportare il file Gedcom (il database in formato standard).

L’albero di ProLocoCastro è su spazio a pagamento (gentilmente offerto). Dura un anno (dovremmo farcela) e ha database illimitato.

Chi ha creato l’account Heritage, poi può chiedere di essere membro (coi poteri che ne derivano) del database della nostra ricerca.

Su questo blog l’iniziativa verrà seguita solo per gli aspetti culturali e sociali che può produrre. Quelli operativi ripeto fanno capo ai siti Pro Loco.

Personaggi – Fiore Licchetta

Noleggiatore di piazza con licenza in Ortelle. Migliaia e migliaia di viaggi alla stazione di Lecce o alle masserie di Ginosa.

Qui in un classico scatto “posato”, dove il conducente mostrava orgoglioso la propria vettura, una Fiat 1400.

La location è una vecchia Piazza Episcopo di Poggiardo. Il bar Portici non c’è ancora, la benzina è una PetrolCaltex.

Un grande progetto per 10 euro

Ieri ho infilato nove euro e 94 centesimi nelle tasche di non so quale banca on line e mi è stato concesso l’uso di un servizio per cercare notizie di famiglie e parenti. I servizi principali del sito, che si occupa di ricerche di antenati (www.ancestry.it), in realtà è la costruzione di alberi genealogici. E’ chiaramente un’espansione di un grosso sito americano che da poco si è tradotto in molte lingue. La cosa che colpisce sono i software alla base delle elaborazioni, la capacità di archivio e la gestione della elegantissima grafica online.

Sono servizi, quelli genealogici, che nascono prevalentemente in America per soddisfare i bisogni di alcune chiese religiose di ispirazione cristiana che prevedono un particolare culto dei morti ad personam. Tra i precetti di un buon mormone c’è quello di conoscere perfettamente i nomi dei propri avi almeno fino ai bisnonni, questo perchè lo spirito dell’antenato non abbandona mai il mondo dei viventi e, vestendosi dei panni di un vivente, può ancora celebrare sacrameni (come il Battesimo vicario). Ogni chiesa mormone custodisce al suo interno alberi genealogici. Lo standard e i software più importanti per scrivere un albero genealogico (file di tipo gedcom) sono curati per esempio dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (il nome corretto per indicare la chiesa mormone).

Per questo è più facile trovare dati del proprio cognome italiano in uno stato americano che non su siti e server italiani. Nel resto del mondo, occuparsi del proprio albero genealogico è considerata una debolezza o una vanteria, cose di gente che chiamandosi Fantozzi spera di trovare, complice una società di araldica, un antenato duca o perlomeno barone.

In realtà, molte informazioni storiche su emigrazioni, sfollamenti, carestie, invasioni, sono state confermate dallo studio della dispersione dei nomi e dei cognomi di tranquille genti popolane.

Ho provato il servizio e effettivamente è notevole. In un paio d’ore ho immesso 130 nomi di parenti e antenati, alcune schede complete, alcune appena accennate. Al software basta pure un nome di battesimo per incasellare un parente di cui non si ha nient’altro.

Di alcuni parenti ho inserito una o più foto, una cosa molto comoda in quanto l’icona ricavata automaticamente aiuta a districarsi tra tante omonimie di nipoti, nonni e cugini. I collegamenti parentali vengono in automatico. E’ possibile aggangiare profili di un albero al profilo di un’altro albero fondendo le immissioni fatte per macchie isolate. Non solo, se il software incontra una omonimia con altri rami già immessi da altri utenti li segnala e se si è certi della corrispondenza dei dati si può chiedere all’autore il permesso di incastrarli.

Il servizio va oltre: di ogni individuo è possibile inserire più foto, note, eventi della vita come matrimoni, emigrazioni, ecc.. e pure delle registrazioni vocali, dei video o delle veri interviste o audio-racconti.

Il servizio permette vari livelli di privacy. Per esempio, può escludere la visione dei profili delle persone viventi mentre può far consultare quelli delle persone scomparse. Si possono settare differenti opzioni per la visione delle foto o tenerle segrete.

In poco tempo ho tirato fuori il mio albero genealogico, bello e pronto da stampare. Non bisogna organizzare gli spazi sulla carta, allungare, incrociare, cancellare, aggiungere o modificare, una sola password fa tutto.
Ci pensa poi il motore grafico a produrre il grafico. Anche se poi ci si accorge che il grafico è il meno della elaborazione.

Questa è la versione stampabile del mio:

In realtà molti dati mi erano già a conoscenza, appuntati su disegnini pieni di correzioni. Una visita cortesemente assistita del responsabile dell’anagrafe di Ortelle, mi aveva consentito l’arrivo al più vecchio antenato conosciuto, nato del 1806.

In poche ore, poi questo pomeriggio, con l’aiuto del vecchio suocero ho ricostruito un po di ascendenza di mia moglie, quasi altri cento nomi.

Ho fatto un po di conti: se gli abitanti di Castro alla fine del 1700 erano appena 49, non è impossibile arrivare a gestire un database online di tre-quattromila profili comprendendo le generazioni del 1900 e parte di quelle del 1800, arrivando a ricostituire i pochi ceppi che hanno dato origine agli attuali abitanti. Castro offre la singolarità di una scarsa dispersione matrimoniale dove un po tutti si sentono, a ragione cugini.

In un paio d’ore sono venute fuori le parentele di mia moglie con l’attuale sindaco, con Benedetto il barman dello Speran Bar e pure con Salvatore du Pietru che, giustamente mi appella cugino ogni volta che mi vede per strada e mi saluta.

Il nostro progetto Genoma (o Decisifiju) costerebbe solo 9,94 euri e consentirebbe l’immissione online di tutti i riferimenti parentali ad almeno il 1850. Cento immissori, selezionati tra le varie appartenenze famigliari, ovunque residenti, anche all’estero, potrebbero immettere con un’unica password e su un unico albero, migliaia di profili senza sforzo. Ogni famiglia ci terrebbe a infilare la vecchia foto del nonno o del bisnonno e lasciare ai nipoti traccia di un mondo dove tutti erano parenti.

Ormai la tecnologia permette di gestire tutto questo da casa: un pc e una connessione, un nonno con buona memoria, ogni tanto una data di nascita certa, uno scanner per i ritratti più belli. Non serve niente di più. Solo 9,94 euro.

Gli attuali software delle anagrafi comunali, staticamente progettati per certificare un individuo o un nucleo familiare per volta e basta, nemmeno si sognano le prestazioni di questi servizi online.

L’importante sarebbe sistemare per bene e con criterio il progetto alla partenza: un solo ramo per molti immissori o più rami indipendenti collegati solo alla fine tra loro? Come selezionare gli immissori? Come tutelare la privacy? Fino a quale livello allargare la parentela extrapaesana?

Lo start up potrebbe essere sul primo bambino nato del prossimo anno, nel 2010. Si parte da lui e si torna indietro a raccontare un intero paese.

Urge una chiacchierata in Pro Loco.

Salvatore Merola di Cerfignano.

Un mondo feudale e latifondista che ancora resiste. Piena prima guerra mondiale, il fronte italiano dopo Caporetto allo sbando, i diciottenni della classe 1899 sono stati chiamati alle armi da poche settimane. Nell’attesa dell’offensiva finale di primavera, gli austriaci il 20 febbraio 1918 di prima mattina bombardano Treviso, Mestre e Padova.
Salvatore Merola di Cerfignano, agricoltore e proprietario, quel giorno è a Napoli ad affittare la masseria di Capriglia nell’agro di Ortelle.

La trascrizione:

Contratto di Locazione
Vittorio Emanuele Terzo
per grazia di Dio e per volontà della Nazione
Re d’Italia

L’anno millenovecentodiciotto 1918 il giorno venti 20 Febbraio in Napoli e propriamente nella casa di abitazione della Eccel.ma signora Duchessa di Nardò alla Riviera di Chiaia N.264 – Innanzi a me Angelo Pasquale Placco fu Giuseppe, Notaio residente in Torre del Greco, iscritto presso il Colleggio Notarile di Napoli, ed alla presenza dei signori Pietro De Bene di Pasquale, nato in Minervino di Lece e domiciliato in Cocumola anche in detta provincia di Lecce, e Francesco Puddu fu Giovanni, nato a Cagliari e domiciliato a Napoli Via Tarsia N.15, testimoni noti idonei e richiesti:

Si sono costituiti:

Da una parte – L‘Eccelentissima signora Duchessa di Nardò, Donna Maria Zunica del fu Duca della Castellina Antonio, vedova del duca di Nardò Francesco Acquaviva d’Aragona, gentildonna e propretaria, nata a Napoli e qui domiciliata Riviera di Chiaia N.264 – E dall’altra – Il signor Salvatore Merola fu Domenico, agricoltore e proprietario, nato e domiciliato in Cerfignano, Provincia di Lecce, e qui in Napoli di passaggio. –

L’eccelentissima Duchessa di Nardò è da me personalmente conosciuta, mentre della identità personale e capacità giuridica del Merola fanno fede i sottoscritti testimoni, assunti in questo atto anche da fidefacienti.

– Narrativa = La signora Duchessa di Nardò Maria Zunica per donazione ricevuta dalla madre Duchessa della Castellina e Principessa di Cassano, Donna Luisa Riario Sforza, con rogito per Notar Michele Mazzitelli del 18 Novembre 1886, trascritto presso l’Ufficio delle Ipoteche di Lecce addì 6 Gennaio 1887, N.4817, possiede nel terrimento di Vignacastrisi, frazione del Comune di Ortelle, in Provincia di Lecce, una vasta masseria denominata Capriglia, composta dei fondi indicati come in antica platea esistente presso detta Duchessa, coi nomi di Pitria, Capriglia, Chiusura Finocchio, Aia, Ortore limitrofo all’Aia, Giardino della Cappella, Santaloja Vecchia, Masseria Capriglia, Ortore adiacente e contigua, Vignali, Serra pascolosa, Monte e Larghi la Croce, Monte Finocchito, Larghi Pezza li Monaci, Caggiubba e Larghi li Monaci, Chiusura lo Viero, Chiusura la Grotta, Cicirumella, Spitali e Pezza la Casa, giusta le antiche denominazioni dei fondi medesimi. – Inoltre la stessa è fornita di un esteso fabbricato rurale, cioè stanze per abitazioni, magazzini, pagliera, corti ed altri vani per ricovero di bestiame. – L’intera masseria Capriglia secondo antiche indicazioni platearie esistenti presso la locatrice Duchessa di Nardò è di circa centosettanta tomolate, cioè di circa ettari 83,30, considerandovi la consetudinaria tomolata di circa are 49, ma che che si sia della detta misura la masseria s’intende dalla prefata Duchessa di Nardò fittare a corpo e non a misura, condizione che inverso signor Merola si accetta, per essere egli perfettamente sciente dello stato di diritto e di fatto di detta masseria, e quindi della sua notoria estensione e confinazione.  – Prostisi, quindi, le parti di accordo sugli altri patti della locazione, si diviene alla stipula del presente rogito regolato dagli articoli che seguono

1° – La precedente narrativa forma parte integrante e sostanziale di questo contratto

2° – La costituita signora Duchessa di Nardò concede a titolo di locazione all’altro costituito signor Salvatore Merola fu Domenico, la masseria di sua proprietà denominata Capriglia come sopra descritta e confinata; ed esso Merola l’accetta, dichiarandosi sciente e contento dello stato di fatto e di diritto in cui detta masseria come coltura fabbriche in essa esistenti, si trovano.

3° – La durata dell’affitto è di anni sei, continui e forzosi, che cominciano al primo settembre millenovecentodiciotto e finiscono il trentuno Agosto millenovecentoventiquattro.

4° – L’anno estaglio si conviene e stabilisce per lire ottomilaseicento delle quali lire ottomiladuecento sono per l’estaglio vero e proprio della masseria, e lire quattrocento sono in compenso della decima e metà del prodotto della denominata vigna Capriglia che si coltiva dal signor Salvatore Guida per altro contratto in corso, decima e metà che si dovrebbero dal Guida corrispondere alla proprietaria Duchessa di Nardò, e che la Duchessa rilascerà a favore del detto fittuario signor Merola, come si spiegherà ancora meglio all’articolo 25 di questo rogito. – Il detto estaglio di lire ottomilaseicento sarà pagato come segue: nel primo anno di locazione (quello cioè che corre dal primo settembre 1918 al 31 Agosto 1919) il conduttore Merola pagherà per tutto il primo agosto 1919 lire cinquemilasettecentotrentatre e centesimi 32, intendendosi che se egli prima di detta data venderà i cereali prodotti del fondo locato dovrà pagare prima, e nell’atto della conchiusione di detta vendita, prima di far uscire i prodotti dal fondo, le rimanenti lire duemilaottocentosessantasei e centesimi 68 a compimento dello estaglio delle lire ottomilaseicento, le pagherà per tutto il primo dicembre di quell’anno 1919. Negli anni successivi il pagamento ello estaglio sarà fatto in tre rate, cioè al primo febraio lire duemilaottocentosessantasei e centesimi 66, al primo agosto lire 2866,66 ed al primo dicembre le altre lire 2866,68. Nell’ultimo anno, benvero, cioè nel millenovecentoventiquattro, lire duemilaottocentosessantasei e centesimi 66, verranno pagati a primo Febbraio, e per tutto Agosto saranno pagate le altre due rate in lire cinquemilasettecentotretatre e centesimi 32. Anche in tutti questi sucecssivi anni s’intende ripetuta la clausola di cui sopra, riflettente il pagamento dello estaglio prima del 1° Agosto se i prodotti in cereali vengano venduti prima e senza che gli stessi escano dal fondo – Tali rate di estaglio, nel rispettivo maturo, saranno spedite a Napoli nel domicilio reale  della signora Duchessa di Nardò Maria Zunica, o a chi essa indicherà, da esso fittuario signor Salvatore Merola, in moneta corrente del Regno, escluso bronzo o nichelio, tranne che per frazioni di lira, e le relative spese postali saranno a carico della Duchessa.

5° – Le doti assegnate alla ripetuta masseria sono le seguenti: a) Animali bovini di giusta età ed atti al lavoro, per il valore di lire seicentotrentasette e centesimi 50;  b) Sessanta pecore di corpo, delle quali trentasei di ottima qualità, e ventiquattro recettiili, cioè non cieche, non zoppe e nè mancanti di denti – c) Tre montoni di buona qualità – d) Quattro capre di buona qualità – e) Grano ettolitri tredici e litri ottantanove pari a tomola venticinque – f) Orzo ettolitri ventidue pari a tomola 40 – g) Avena tomola trentacinque misura colma, pari a ettolitri ventidue misura rasa – h) Fave tomoli sei, pari a d ettolitri tre e litri trentatre – i) Lupini tomola cinque pari ad ettolitri due e litri settantotto = Tutti i detti generi di buona qualità e per uso di semenza – j) Paglia di grano,  immessa nella pagliera per la lunghezza di palmi sedici pari a metri quattro e centimetri 22, e per l’altezza di palmi undici, pari a metri due e centimetri 90, a taglio per pedicolare, e paglia di orzo nella pagliera palmi sette edi lunghezza pari a metro uno e centimetri 14, e palmi undici di altezza pari a metri due e centimetri 90, anche a taglio perpendicolare, come da segni esistenti ad uno dei muri del capannone – k) Una carretta in ordine del valore un tempo di lire centosessantotto e centesimi 50, ma che ora per i rincari di tutti i generi vale molto dippiù – l) Tre aratri coi rispettivi gioghi buoni e servibili – m) Due vomeri di ferro del peso di chilogrammi undici sani e servibili – n) Una madia, per la ricotta salata in buono stato, ma senza serratura – o) Un caccavo di rame rosso del peso di chilogrammi sei e grammi 460 – p) Otto mangiatoie nella masseria; cinque pile ed un pilone vicino al pozzo, e due altre pile vicino all acisterna della masseria  –

6° – Il signor Merola Salvatore riceverà le dette scorte vive e morte direttamente dall’uscente fittuario Filippo Guglielmo, il quale ora conduce la detta masseria capriglia giusto contratto del 27 Gennaio 1912, registrato in Napoli Uffiio Atti privati addì 13 Febbrraio 1912 al N.16984 con £ 120.98, nel segente modo: a 29 giugno corrente anno le pecore e le capre di sopra indicate, e a 31 agosto anche corrente anno l’altra scorta anche sopra indicata. – Egli Merola a sua volta si obbliga a di farne la restituzione sulla masseria al termine del presente contratto e nelle stesse epoche consuetudinarie, cioè le pecore e capre a 29 giugno 1924, e le altre scorte a 31 Agosto dell’anno medesimo.

7° – Esso signor Salvatore Merola non potrà allontanare dalla masseria le suddette doti, per qualsiasi causa senza il permesso scritto della proprietaria.

8 ° – La paglia nell’ultimo anno sarà immessa nella pagliera  a spese del fittuario Merola medesimo, previo avviso alla Duchessa, affinchè essa possa mandare persona di sua fiducia per assistervi.

9° – Il fittuario Salvatore Merola rinunzia  a tutti i casi fortuiti che potessero distruggere in tutto od in parte il raccolto, quali grandine, le alluvioni, la mosca olearia, la filossera, la peronospera, l’oscamorina, la grittogama, e, in generale, giova ripeterlo, a tutti i casi fortuiti ordinari e straordinari, prvedenti ed imprevedenti, dipendenti da cause meteriologiche e telluriche, che potessero in tutto o in parte danneggiare i prodotti della masseria e le piante della medesima, fra le quali va compresa anche l’invasione arvicolare. – Si spiega che si illimitata rinunzia è derivata dal fatto che tutte le menzionate ipotesi e probabilità di danni si sono tenute presenti dal sig.r Salvatore Merola nell’offrire l’estaglio nella misura di lire ottomilaseicento, mentre esso avrebbe dovuo essere maggiore. – Fra le rinunzie ai casi fortuiti di cui sopra, e ad evitare qualunque equivoco od interpretazione, va incluso quella delle possibili perdite, totali o parziali del prodotto della vigna Capriglia, di cui all’articolo 25, in modo che il signor Salvatore Merola non riceve per una delle tante circostanze, quassù elencate, alcuna cosa della metà e decima del prodotto di detta vigna, dovrà sempre cosrrispondere alla Duchessa di Nardò lo intero estaglio indiminuito di lire ottomilaseicento, come sopra pattuito.

10° – La coltivazione dei terreni sarà fatta a regola d’arte e secondo gli usi locali, ed il locatario ha la facoltà di seminare ogni due anni i terreni per la pastorizia, affin di migliorare la qualità del pascolo. Nell’ultimo anno della locazione, egli ha l’obbligo di lasciare tomola venti di maggesi, pari ad ettari dieci ed are settantacinque, e specialmente nel fondo Aia, e altre tomola venti di erba. – Il fondo Serra della Pastorizia o “Serra pascolosa” potrà lasciarsi a ristosopia. – E’ permesso, inoltre, al fittuario di potere nei limiti che crede di impiantare nei fondi della masseria fittata la coltivazione del tabacco; benvero tale coltivazione non dovrà recar nocumento alle coltivazioni e piante esistenti, specie agli ulivi. – Come pure tutte le spese e gl’impianti fissi e mobili, occorrenti per detta coltivazione e per la raccolta del prodotto, saranno fatti ed eseguiti a cura e spese del fittuario; ed alla fine della locazione non potranno rimuoversi ed asportarsi, ma dovranno rimanere a beneficio della proprietaria, senza obbligo da parte di questa ad indennizzo o pagamento qualsiasi.

11° – Tutti gli animali formanti doti della masseria e quelli che potrà tenere il locatario sig. Salvatore Merola, dovranno dimorare e pernottare nella masseria, e il letame che se ne avrà, sarà impiegato per la concimazione alternativa dei terreni, non potendo il locatario distrarne la più piccola quantità, sotto la penale di lire quaranta per ogni carretta che arbitrariamente fosse asportata via e ciò senza bisogno di adire il magistrato, essendosi convenuto bastare la dichiarazione della persona di fiducia della Duchessa di avere ciò verificato per poter esigere la detta penale dal locatario il quale sin da ora accetta tale patto.

12° – Resta a carico del locatario quanto potrà occorrere, per mantenere i muri a secco che circondano i terreni della masseria, come gli sono stati consegnati, e siano essi muri antichi o di recente costruzione.  – Trascurando, lui ciò, la Duchessa senza attendere il termine dello affitto potrà disporne la riparazione a spese di essi locatario, perchè espressamente convenuto.

13° – Qualora nell’ultimo anno dello affitto si trovasse seminata della bambagia nei terreni della masseria, il locatario avrebbe il diritto di raccoglierla sino al venti ottobre di quell’anno-

14° – Mancando l’acqua per abbeverare gli animali della masseria Santa Cesaria, il fittuario sig Salvatore Merola deve permettere che essi siano menati al pozzo di Capriglia, passando però essi per la strada e senza arrecar danno.

15° – Il locatario si obbliga di abitare sempre i locali della masseria, tenendo i fabbricati ed i pezzi d’opera come li ha ricevuti, sicchè qualunque danno potesse avvenire per sua colpa o negligenza sarà riparato a sue spese, dietro rapporto e verifica della persona di fiducia della Duchessa. – Per tutte le riparazioni ordinarie ai fabbricati ed alle capanne delle quali non potrà incolparsi il locatario, costui vi concorrerà solamente al trasporto del materiale di qualunque specie e colla decima parte delle spese.

16° – Trovandosi in perfetto stato il giardino attaccato alla Cappella con alti muri, il locatario si obbliga a conservarlo in ordine, venendo a perire qualche albero, egli ne pianterà altro della stessa specie, e nello stesso anno in cui se ne verificherà la perdita. – Inquanto alla coltivazione, poi, egli si obbliga di tenerlo a fogliami ed ortaggi, e, tutt’al più, in qualche annua potrà piantarvi dei legumi e dell’orzo, per solo uso di foraggio, sempre però nei larghi ed oltre la periferia della chioma degli alberi.

17° – Piacendo alla  signora Duchessa di staccare dei fondi dalla masseria per piantarvi vigna, sarà in sua facoltà di farlo in qualunque tempo, dandone però avviso sei mesi prima ad esso locatario, e gli abbonerà lire quarantotto e centesimi 60 annue per ogni tomolata che ne distaccherà.

18° – Dovrà esso locatario somministrare annualmnete gratuitamente all’Amministrazione tre viaggi di carretta, a qualunque richiesta dell’Amministratore, e più quintali sedici di paglia di grano, che dovrà trasportare dove gli sarà indicato.

19° – Piacendo alla signora Duchessa di prendere in deposito dei generi in tempo di raccolta, per garenzia dello estaglio, esso locatario dovrà trasportarli in appositi magazzini a sue spese e dove gli sarà indicato.

20° – Resta vietato al locatario di poter subaffittare in tutto o in parte la masseria in parola, senza il permesso in iscritto della signora Duchessa. Potrà solamente fare dei piccoli affitti parziali.

21° – Oltre le doti sudescritte esso locatario Salvatore Merola riceverà dal fittuario uscente Filippo Guglielmo a 31 Agosto prossimo venturo, tutti gli arredi sacri destinati alla Cappella di S. Eligio, che sono: Un calice con coppa e patera di argento del peso di once sei pari a grammi 150 – Una pianeta completa, ed un camice di tela col corrispondente ammitto e cingolo; ed esso fitturaio avrà l’obbligo di conservarlli e riconsegnarli alla propretria Duchessa di Nardò al termine dell’affitto.

22° – Essendosi anni or sono cavato un pozzo di assorbimento nel fondo Capriglia, per assorbire le acque che vi si ristagnano, ed essendosi cavati anche dei canali per il corso delle stesse, resta a cura di esso locatario il mantenere puliti i detti canali, e tenere sgombra per quanto è possibile la bocca del pozzo da materiali che si potranno accumulare, ed in mancanza sarà tenuto ad ogni spesa che potesse occorrere per queste ripararazioni.

23° – Per ogni caso di trasgressione, tanto per il pagamento dell’estaglio, che per l’adempimento di tutti i patti e condizioni, nonchè per la restituzione delle doti ed oggetti diversi che esso Merola ha ricevuto, si assoggeterà essere astratto con tutti i mezzi di legge, senza pregiudizio di tutti i diritti o ragioni che che commettono alla signora Duchessa di Nardò, tanto per disposizione di legge, che per patto espresso, su tutti i frutti della masseria, animali di ogni specie, ed oggetti diversi che potranno rinvenirsi. E per maggiore garanzia e sicurezza delle obbligazioni assunte, il costituito Salvatore Merola fu Domenico, sottopone ancora a speciale convenzionale ipoteca a favore della sullovata Duchessa Donna Maria Zunica, e fino alla concorrenza di lire ventimila i seguenti immobili di sua proprietà: a) Il giardino Immacolata in agro di Cerfignano, confinato da nord e sud col signor Nicola Spagnolo, e da est con Vito Spagnolo, riportato nel catasto di Minervino sotto gli articoli 3306 e 3307. – b) Oliveto Montriagnoli, confinante da nord con Giuseppe Pasca, da sud con eredità Tamborrino, da est con via pubblica e da ovest Francesco Spagnolo. – c) Casamento in Cerfignano confinante ad ovest con la piazza di Cerfignano, da nord con la Scuola Comunale, da sud con i beni della eredità Episcopo, e da est con Domenico Merola. – d) Casamento in Cerfignano al largo piazza, confinante da nord ed est con Nicola del Prete, da ovest con cortile comune e da sud con la eredità di Episcopo. – e) Fondo rustico detto Immacolatella in Agro di Minervino di Lecce, confinante da nord Muricano Luigi, da ovest Vito Spagnolo, da est eredi di Gaetano D’Ostuni, riportato in catasto all’articolo 3306 Sezione G, N.217, reddito imponibile lire 259. – f) Giardino Pillella in Cerfignano attiguo alla casa di proprietà di esso Salvatore Merola, confina a nord con Accogli Salvatore e fratelli, da ovest Casa Comunale e da est con Del Prete, riferito in catasto all’articolo 3306, terreni del comune di Minervino di Lecce, di cui è frazione Cerfignano. – g) Terreno detto Cuscapiane nella detta frazione Cerfignano, di natura oliveto, confina a nord  con fondo Tamborrino da ovest col fondo Frissari Duca di Scorrano, da est con Pietro Mauro e da sud con via pubblica, riferito in catasto sotto l’istesso articolo. – h) Fondo Sarcinella, seminativo, confinante da sud con Rocco Bleve, da nord Talore Salvatore e dagli altri lati via pubblica, riferito in catasto come sopra.  i) – Fondo Lanzo Lozze sito nella istessa frazione, confinante con Tamborrino, Calora Rosario, Calora Giuseppe e Pasquale Caricasoli, anche in catasto come i precedenti.  – f) Fondo olivettato, Caccagnoli, confinato da Pasca Giuseppe eredi con Antonio Natricato, strada pubblica e Spagnolo Francesco, in catasto N.2909 Frazione Cerfignano comune di Minervino.

24° La signora Duchessa di Nardò ha diritto di mandare in qualunque epoca, persona di sua fiducia per controllare l’osservanza di tutti i patti di questo contratto, e per qualsiasi altra ragione impreveduta.

25° – Fa parte della locazione la metà del prodotto della vigna Capriglia fittata a Mezzadria a Salvatore Guida con rogito Pedaci del 6 luglio 1902. – Quindi nei termini del detto contratto  Perdaci, mentre Salvatore Guida dovrà dare alla signora Duchessa di Nardò la decima e la metà del prodotto della terra da lui coltivata avigna, corrsponderà al nuovo fittuario della Caspriglia sig. Merola la decima e la metà del prodotto stesso. Il nuovo fittuario Merola così surrogato nei diritti della Duchessa di Nardò di ricevere la metà del prodotto oltre la decima, resta del pari surrogato negli obblighi della proprietaria per quanto riguarda lo zolfo occorrente per l’atuale zolforazione, l’acqua al solfato di rame, ed ogni altra ipotesi preveduta nel detto contratto di locazione per Notar Pedaci, che intendesi qui per rispettato e trascritto.

26° – Tutte le spese del presente contratto, quelle della stipula a mezzo di Notaio, e tutte quelle conseguenti di pubblicazione di ipoteca e della copia esecutiva a favore della Duchessa di Nardò, sono a carico del fittuario Merola; e la signora Duchessa di Nardò dovrà concorrere alle dette spese solo allla metà dell’originale atto e relativo registro. – Richiesto io Notaio ho ricevuto il presnte atto di cui ho dato lettura in presenza dei testimoni alle parti, che da me interpellate mi hanno dichiarato essere il contenuto conforme alla loro volonta. L’atto presente scritto per mia mano e cura, viene sottoscritto in fine ed a margine dei fogli intermedi dalle parti, dai testimoni e da me, e consta di sei fogli di carta di cui cinque interamente scritti e del sesto la prima facciata = Firmato = Maria Zunica Duchessa di Nardò = Merola Salvatore = De Bene Pietro teste, Puddu Francesco teste, Notar Angelo Pasquale Placco = Registrato a Torre del greco addì 8 Marzo 1918 – Atti Pubblici Vol. 73 – N.402 – Esatte Lire centoottantasei e cetesimimi 30

Gruppi ortellesi

Una serie di scatti fotografici fatti da Maestro Davide Giannetta tra le due guerre, recuperati alcuni anni fa da Antonio Chiarello.

I primi due scatti sono dedicati alle lavoranti nelle manifatture Tronci in Ortelle. Visi d’altri tempi.

I ragazzi dell’Istituto De Viti (De Vitis per i soli castrioti). Rapati e intruppati. Molti paesani in questa foto.

Un gruppo di padri di famiglia all’interno del Palazzo Rizzelli

Foto di famiglia allargata